Viscum album
- P L
- 29 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Il vischio: affascinante parassita e simbolo dell'inverno

Il vischio delle latifoglie, botanicamente noto come Viscum album, è una delle piante più misteriose della nostra flora locale. Come arbusto sempreverde, cresce in alto nelle chiome degli alberi decidui – più raramente anche di quelli coniferi – e si nota soprattutto in inverno per i suoi cespugli sferici di un verde intenso. È interessante notare che le piante maschili hanno spesso una tonalità giallo-verde, mentre gli esemplari femminili appaiono di un verde più intenso.irken.
La vita di un semi-parassita
Il vischio è un semi-parassita: pur effettuando la fotosintesi, sottrae acqua e minerali disciolti al suo albero ospite. Ciò è possibile grazie a uno speciale organo, il cosiddetto haustorio, che penetra in profondità nella parte legnosa dell'albero. In questo modo, nel corso del tempo si formano cespugli rotondi e sferici, i cui germogli si rompono facilmente in corrispondenza dei nodi, una caratteristica che ne facilita il riconoscimento.
Le foglie del vischio a bacca bianca sono da lanceolate rovesciate a ovate rovesciate, sempre disposte in modo opposto e terminano smussate. La loro crescita segue uno schema molto regolare: ogni anno da una gemma nasce un nuovo ramo biforcuto.
Fiori e frutti: poco appariscenti, ma affascinanti

In Europa centrale, il Viscum album fiorisce già da gennaio ad aprile, se le condizioni sono favorevoli. I piccoli fiori gialli e poco appariscenti sono facili da trascurare, ma la loro importanza ecologica è grande. Alcuni insetti specializzati, come il coleottero mustachio, alcuni coleotteri della corteccia e le cocciniglie, utilizzano il vischio come fonte di cibo o habitat. Tra le farfalle, i bruchi del vischio, del vischio alato e persino quelli della farfalla blu si sono adattati alla pianta.
Dalla fioritura in febbraio alla maturazione dei frutti trascorrono circa nove mesi. Il vischio forma infine bacche bianche, vitrose, monosperme, la cui polpa appiccicosa, la cosiddetta viscina, è fondamentale per la sua diffusione. Gli uccelli mangiano le bacche e i semi in esse contenuti, grazie alla viscina, si attaccano ai rami o vengono diffusi attraverso gli escrementi. In questo modo il vischio trova nuovi luoghi in cui germogliare.
Parentela e varietà del Viscum album
I vischi appartengono alla famiglia delle Santalaceae, in alcune classificazioni alla propria famiglia Viscaceae. In tutto il mondo esistono circa 70-120 specie, la maggior parte delle quali nell'Africa meridionale e in Madagascar. Oltre al vischio a bacca bianca, in Europa è presente anche il vischio a bacca rossa (Viscum cruciatum), che cresce nella regione occidentale del Mediterraneo. In Alto Adige, oltre al vischio delle latifoglie Viscum album album, sono presenti due sottospecie, ovvero il vischio dell'abete e il vischio del pino.
Miti e storia: il vischio nella credenza popolare
Già nell'antichità studiosi come Dioscoride e Plinio descrivevano il vischio e ne riconoscevano la dipendenza dagli uccelli per la diffusione dei semi. Particolarmente famoso è il ruolo del vischio nei rituali dei druidi celtici, che attribuivano alla pianta poteri magici.
Ancora oggi il vischio è considerato un simbolo di fortuna, amore e fertilità. Nel periodo natalizio viene tradizionalmente appeso sopra le porte: chi si bacia sotto di esso avrà amore eterno. In passato era anche molto importante come pianta protettiva contro gli spiriti maligni.
L'infestazione da vischio: un peso per gli alberi
Per quanto romantico possa sembrare il vischio, per gli alberi che lo ospitano è un ulteriore fattore di stress. Infatti, sottrae loro acqua e minerali, risorse che in periodi di caldo e siccità scarseggiano già. Mentre una leggera infestazione viene solitamente tollerata dagli alberi sani, una forte colonizzazione durante le estati secche può diventare problematica e compromettere significativamente la vitalità dell'albero.










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